23 Apr, 2020

Interactive Brokers. La crisi del Petrolio ha effetti anche sugli Intermediari

INTERACTIVE BROKERS
23 Apr, 2020

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Nel 2008, eravamo novelli quando successe la crisi finanziaria. Era il nostro primo anno in trincea. Siamo entrati in finanza quando il mercato è crollato del 50%. Diciamo che da Millennials, abbiamo la crisi nel sangue. Ma mai avremmo pensato di assistere alla crisi del petrolio come é successo questa settimana. Abbiamo passato i primi anni della nostra carriera ristrutturando contratti e aziende che erano andate in default/fallimento dopo il 2008. Nulla però ci poteva preparare per quello che é successo al prezzo del WTI il 20 Aprile. L’indice del petrolio americano, è diventato negativo e nel penultimo giorno di trading ha chiuso a circa -$37 al barile. In un nostro articolo precedente abbiamo spiegato esattamente, i motivi fondamentali e tecnici di questa volatilità di mercato. In questo articolo, spiegheremo cosa é successo ad Interactive Brokers (Ticker: IBKR), ma anche l’importanza degli intermediari e cosa può succedere se gli viene a mancare la liquidità. Se ti sei perso la notizia originale guarda questo link.

Il problema della leva finanziaria quando il mercato ti va contro e la crisi del Petrolio

Come tutte le cose, ogni azione ha una reazione. Un crollo di mercato di questa magnitudine non poteva non avere ripercussione per i suoi partecipanti. E così il 21 Aprile, Interactive Brokers ha dovuto riconoscere una perdita provvisoria di circa $88 milioni. Ora vi domanderete, perché un broker, una piattaforma online come IB ha avuto una perdita del genere, quando in realtà loro sono solo degli intermediari? Come possono i brokers far fronte alla crisi del petrolio?

La risposta é semplice, sono degli intermediari, ma hanno anche la responsabilità di coprire i margini dei loro clienti alla Borsa o Exchange – nel caso i clienti non possono. Cerchiamo di andare al nocciolo della questione. Molti dei clienti di IB erano dei traders individuali, avevano scommesso che il prezzo del WTI sarebbe risalito. Arrivato a $10 nessuno si sarebbe aspettato un ulteriore crollo. $10 era già un prezzo minimo storico. Quindi molti dei trader sono andati lunghi (lunghi=credevano che il prezzo sarebbe salito). Hanno preso questa posizione usando futures, che non sono altro che degli strumenti finanziari che ci permettono di usare leva. Ho parlato della leva nel contesto dei mercati al Sole 24 ore, vi suggerisco di dargli un occhiata, per capire cosa succede quando il mercato crolla e vi é molta leva.

Purtroppo per loro, il mercato ha preso la direzione opposta ed é crollato. Quelli che erano short (credevano che il mercato sarebbe crollato) hanno fatto una fortuna, mentre quelli che erano lunghi sono stati massacrati. Il problema si complica ulteriormente quando usiamo la leva. 

Vi spiego, se investo in ENI, ed essa crolla, il mio esito peggiore é che il prezzo arrivi a $0. Quando usi la leva, il tuo esito peggiore é un numero negativo. E quando la nostra posizione perde molti punti, subentrano i margin calls se non abbiamo abbastanza liquidità nel nostro conto. (Leggete quest’articolo al Sole 24 ore capire come funzionano i margin calls) In quei casi, o paghiamo i margini, o il broker (in questo caso Interactive Brokers) ci chiude la posizione ed é legalmente obbligato a pagare i nostri margini all’Exchange. Ed é qui che Interactive Brokers dovendo coprire i margin calls dei propri clienti ha creato un buco nei propri bilanci di $88 milioni. Questo buco é provvisorio perché IB cercherà di essere rimborsata dai clienti. Ora bisogna capire però chi erano i clienti e se hanno la possibilità di coprire. Avendo partecipato per anni in questo mercato, non credo che i clienti di IB avranno la liquidità per coprire, almeno non la maggior parte di loro.

 

Interactive Brokers e la crisi del petrolio, é solo la prima vittima

IB é stata la prima vittima del crollo del WTI, nel mercato vi era un open interest su Maggio di circa il 15%. Il che significa che da qualche parte vi è qualcuno che ha fatto molti soldi, e qualcun altro che dovrà coprire e prendere una perdita. Chi sono questi partecipanti non lo sappiamo. Possono solo saperlo quelli che hanno le posizioni e i loro brokers. Ma la notizia non tarderà ad uscire.

Ora vedo un altro problema, IB é riuscita a coprire questo buco di $88 milioni questa volta, ma quanto é grande davvero il buco? E se arriviamo ad un punto dove un ulteriore crollo non può essere coperto da traders e intermediari perché vi é una mancanza di liquidità. A quel punto il problema passerebbe agli exchanges che dovrebbero garantire la liquidità. Perché se sei un trader e vai short usando futures, ed il mercato va dalla tua parte, quando vai a liquidare la tua posizione, devi essere sicuro che l’exchange/broker avranno la capacità per coprirti. Se questo non dovesse succedere, beh lì poi vi saranno problemi più seri, problemi sistemici, e mancanza di trust nel mercato, nei sui prodotti e soprattutto nei garanti come gli Exchange e i Brokers. 

Se ti sei perso il nostro articolo su quello che é successo sul Petrolio questa settimana.

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