04 Jul, 2020

Cosa sono le Azioni e perché investire in Azioni?

Investire in Azioni
04 Jul, 2020

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Perchè investire in Azioni

Un investitore decide di investire in azioni per diversi motivi. Vediamo come:

  • Active Trader: in questo caso, un investitore prende una posizione in un’azienda per ottenere ritorni a breve termine. In questo campo troviamo i day traders che usano la strategia dell’analisi tecnica. Per saperne di più, vi potete recare a questo link, dove troverete la nostra guida sull’analisi tecnica.
  • Value investor: in questo caso, l’investitore decide di prendere una posizione in un’azione in base ai fondamentali del business. In questo campo ci troviamo gli investitori come Warren Buffett, quelli che guardano al valore intrinseco di un asset
  • Investire in azioni per diversificare: come vi abbiamo spiegato nel nostro libro passive investing, per innescare l’interesse composto e capitalizzare i nostri risparmi è fondamentale avere un portafoglio ben bilanciato. Parte di questo portafoglio include assets come le azioni. Se non l’hai ancora letto ti consigliamo di scaricare il Libro Passive Investing.

L’obiettivo di investire in azioni, è innanzitutto quello di trovare società che hanno come li chiama Warren Buffett chiama dei Moat. Ovvero, l’abilità di mantenere la loro competitività in modo da proteggere la loro profittabilità a lungo termine e ritenere quota di mercato. Queste aziende devono avere un prezzo al di sotto del loro valore intrinseco e avere potenziale di crescita. Queste è quello che condiziona i ritorni per un investitore in azioni:

  1. Effetto crescita dei fondamentali: dividendi e earnings
  2. Effetto Macro: Espansione del multiple o contrazione (ti parleremo di questo più avanti)
  3. Effetto Management: rendimento sul capitale investito

Qui possiamo vedere i rendimenti di alcune aziende americane negli ultimi 11 anni e cosa sarebbe successo ai vostri risparmi:

Tabella con Prezzi e rendimenti da Gennaio 2009 a Gennaio 2020 e con valore finale di un investimento di 10.000 $ nel 2009.

Azienda Prezzo al 1/1/2009 Prezzo al 2/1/2020 Rendimento % Valore finale con 10.000 $ investiti
Apple 11.20 $ 297.43 $ 2556 % 255.600 $
Amazon 58.82 $ 1874.97 $ 3088 % 308.800 $
Google 168.63 $ 1360.66 $ 707 % 70.700 $
Walt Disney 17.81 $ 146.50 $ 723 % 72.300 $
Microsoft 13.15 $ 158.62 $ 1106 % 110.600 $

Fonte Dati Yahoo! Finance

Che cosa sono le Azioni?

Le Azioni rappresentano una quota del capitale di una società. Investire in azioni significa possedere una piccola quota di un’azienda. Possedere azioni dà il diritto a ricevere una quota dei profitti della stessa società sotto forma di dividendi e di partecipare alle decisioni delle stesse duranti i meetings degli azionisti. La distribuzione dei dividendi come dicevamo prima non è però garantita ed è legata a: 

  • La performance dell’azienda. L’azienda prima di poter pagare gli azionisti deve pagare  i costi operativi, costi d’investimento e gli emittenti di credito. Se dopo tutte queste spese rimane cashflow, l’azienda paga dividendi
  • I dividendi sono a discrezione del consiglio di amministrazione e management. 

Le azioni, quelle disponibili al pubblico via un online broker sono quotate in Borsa. I suoi prezzi variano giornalmente. Alcune azioni sono più volatili di altre. Il prezzo di aziende più volatili si muove più velocemente sia giù che su. Investire in azioni oggi è molto più semplice grazie al Trading Online.

Cosa influenza il prezzo di un’Azione?

Benjamin Graham, mentore di Warren Buffett, chiamava il Mercato Azionario Mr. Market. Secondo Graham, il mercato è come un investitore immaginario che investe spinto da euforia, panico e apatia. Investe emotivamente invece di seguire un’analisi fondamentale. Tutti i giorni ognuno di noi puoi comprare o vendere a Mr. Market che crea ups and down nel prezzo delle azioni. All’investitore prudente, lo stato d’animo di Mr. Market non deve importare. L’ investitore prudente compra solo quando le valutazioni permettono, ha un orizzonte temporale a lungo termine, quindi la volatilità non importa.

Nel breve e lungo termine cosa condiziona l’andamente di mercato di un’azione:

  • L’andamento operativo ed il rendimento sul capitale investito. Il management gioca una parte molto importante qui.
  • L’andamento del settore nel quale gravita l’azienda. Non sempre ma generalmente, se un settore non è in voga, anche un’ottima azienda ne può soffrire nel breve termine. 
  • Andamento del Paese. Se il paese ha un rating negativo, questo può condizionare il rischio dell’azienda, e anche l’accesso al mercato del credito.
  • Eventi Macroeconomici
  • Rate of change: le attese che un evento succeda in futuro. Prendiamo il caso della disoccupazione. Previsioni future positive possono potenzialmente condizionare il mercato ed il settore dove gravita il nostro titolo.
  • Politiche Monetarie dei Governi
  • Eventi inaspettati come il Coronavirus, le cosiddette Black Swan. Quest’ultimi sono più complicati perché non possono essere predetti, nemmeno dai modelli finanziari. 

Perché le società emettono Azioni?

Una azienda emette azioni per vari motivi:

  • Ottenere capitale
    • Per finanziare investimenti senza dover pagare interessi
    • Per finanziare espansioni di mercato
    • Per finanziare transazioni M&A
    • Per ridurre debito
  • Ricapitalizzazione

Emettere azioni è un modo per cambiare i nostri bilanci. A differenza di un prestito, l’equity (il capitale) non ha un costo sotto forma di interesse. Gli equity investors non hanno diritto ad un pagamento mensile fisso come gli investitori in obbligazioni. Detto ciò investire in azioni ci aiuta ad ottenere un return on equity (ROE). Questo ritorno è generalmente più alto dell’interesse pagato per emettere un’obbligazione, perchè gli equity investors prendono un rischio più alto rispetto a un investitore in credito. Parleremo più avanti delle differenze dei ritorni delle due asset classes e di come un imprenditore dovrebbe pensare alle due opzioni per finanziare la propria azienda.  In breve, molto dipende in che parte del ciclo di vita si trova l’azienda. Per una startup, l’equity dovrebbe essere l’unica opzione. Per una più matura, con profittabilità più costante, il mercato del credito è un’ottima opzione. Te ne parleremo di più nella sezione corporate. Nel mercato dell’equity ogni anno si perdono molti soldi ma nascono anche milionari e miliardari. Solitamente, questi nuovi ricchi passano per un processo chiamato IPO. Vediamo che cos’è. 

Initial Public Offering (IPO) e mercato secondario

La Initial Public Offering conosciuta come IPO è l’Offerta Pubblica Iniziale. Il momento in cui un’azienda si quota in Borsa offrendo le proprie azioni al pubblico. Tra gli imprenditori più famosi della storia che sono diventati miliardari dopo un IPO ricordiamo Travis Kalanick fondatore di UBER, Bill Gates di Microsoft e Mark Zuckerberg di Facebook.

Una IPO può essere di due tipi:

  • Offerta pubblica di sottoscrizione (OPS): l’azienda emetta nuove azioni sul mercato quando si quota.
  • Offerta pubblica di vendita (OPV): la società emittente vende una parte delle sue azioni al mercato.

Il giorno dell’IPO l’azienda fissa il prezzo di listino o “IPO Price”. Dal momento di quotazione in Borsa il titolo entra nel mercato. Da quel momento il titolo inizia ad essere scambiato ed il suo prezzo sarà determinato dalle leggi di domanda e offerta. Sarà possibile acquistare azioni tramite brokers e piattaforme di trading online.

Come viene fissato il prezzo di una Azione?

Il prezzo di una azione viene fissato tramite un’asta o “Auction” dove il prezzo viene determinato dalla domanda e offerta. Ecco come funziona:

  1. La società decide di quotarsi per aumentare il proprio capitale
  2. Prima dell’IPO la società divide la propria ownership in diverse parti ridistribuite tra Management, Investitori e possibilmente anche i dipendenti.
  3. Il Management della società deve decidere quante azioni vendere al pubblico. Questo numero diventa il “Free Float” o il numero di azioni disponibile per il pubblico.
  4. Il Management deve definire il prezzo di emissione delle azioni.
  5. La fase di definizione del prezzo di IPO è molto complessa. Valutare l’azienda è fondamentale, e solitamente viene coinvolta una banca d’investimento. In questa fase verrà definita una fascia di prezzo al quale listare la società.
  6. La fase successiva è chiamata Auction dove verrà deciso il prezzo finale in base alla richiesta o domanda del titolo.
  7. Una volta definito il prezzo il titolo è pronto per entrare sul mercato.
  8. Durante il primo giorno nel mercato il prezzo può salire o scendere. 

Le IPO più grandi:

Ecco una lista delle IPO più grandi della storia:

Le IPO con la migliore performance al primo giorno di contrattazione 

Qui sotto invece ecco la lista delle aziende che hanno avuto la migliore performance nel primo giorno di quotazione dopo l’IPO:

  • Seres Therapeutics – +286%
  • Beyond Meat – +263%
  • Aduro Biotech – +247%
  • Nutanix – +231%
  • Shake Shack – +219%

Vantaggi e Svantaggi di listarsi in Borsa

Quando un’azienda decide di listarsi e partecipare alla IPO si definisce il concetto di “andare pubblici” in quanto da quel momento le azioni possono essere acquistate liberamente sul mercato con un semplice accesso ad una piattaforma di trading. Ci sono vantaggi e svantaggi:

Vantaggi:

  • Liquidità delle azioni per gli azionisti. Comprare o vendere le proprie per un azionista è molto più semplice che per un azionista in azienda privata (meno liquida)
  • Abilità di raccogliere denaro velocemente su larga scala. 
  • Visibilità sul mercato. Offre la possibilità di essere più visibili nuovi investitori e a nuove opportunità di mercato. 
  • Aiuta ad attrarre talento

Svantaggi:

  • I costi per essere listati sono alti e qui parliamo di  listing fees, compliance, costi legali. Le commissioni di intermediari, nel caso vi fosse una banca di investimento.
  • Il prezzo di un’azienda pubblica dipende dal mercato e dalle emozioni degli investitori. Il mercato può essere volatile. 
  • Standard di segnalazioni e di comunicazione per un’azienda pubblica richiedono tempo e denaro.  
  • Gli azionisti acquistano potere, e tramite i loro voti possono avere precedenza sulle decisioni del management. 
  • Ogni trimestre o semestre le aziende devono emettere i propri ritorni, e pur di mostrare ritorni positivi a volte si rischia di sacrificare il bene dell’azienda a lungo termine per ritorni a breve termine.

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