Le tre lezioni che ho imparato da Warren Buffett!

WARREN BUFFETT

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Articolo originale su Business Insider Italia

Introduzione su Warren Buffett

Cosa rende un investitore un grande investitore? Perché Warren Buffett investe meglio dell’investitore medio? Partiamo dal quoziente intellettivo che, al contrario di quello che credono a Wall Street, non ti rende un grande investitore. A dirlo non sono io ma Buffett: ho cominciato a seguirlo ai tempi dell’Università. Una volta all’anno, mi chiudevo nella stanza del dormitorio e passavo la nottata ascoltando lui e il suo partner, Charlie Munger, durante gli shareholder meetings di Berkshire Hathaway. E li ho imparato uno delle citazioni più famose di Buffett: “Non investire mai in un’azienda che non capisci, il rischio subentra quando non sai cosa stai facendo”. Il mio primo investimento furono mille sterline (ai tempi dell’università erano una fortuna) in azioni Nestlé: mi piacevano i loro cereali e per questo motivo decisi di conoscerla abbastanza bene. Il titolo non si mosse di un centimetro per due settimane, finché un giorno crollò di oltre il 10%. La Banca Centrale Svizzera svalutò il Franco Svizzero. Visto che avevo comprato in sterline, la perdita dipendeva dal cambio e decisi di vendere. Poi ho iniziato a comprare un po’ di tutto: prima Sainsbury’s e Tesco, poi Fincantieri e perfino Hawaiian Airlines! In quei primi anni, non guadagnai molto, ma compresi le parole di Buffett. Con il tempo quella frase mi ha aiutato a diventare un investitore migliore e a capitalizzare i miei investimenti.

Warren Buffett durante la Crisi del 2008

Questa è la mia seconda crisi. Quando scoppiò la prima, nel 2008, ero entrato in banca da poche settimane. E questa, anche se molto diversa, mostra caratteristiche simili a quelle passate: c’è un livello di debito elevato nel sistema; i prezzi degli asset sono molto alti rispetto al passato e le banche centrali stanno intraprendendo politiche monetarie espansive. Inoltre visti i ritorni azzerati sul mercato obbligazionario, gli investitori sono disposti a comprare una qualsiasi azienda che mostri un minimo di momentum di rialzo. Gli investitori sono come si suol dire a Wall Street yield starved e prendono rischi non necessari. Regna questa idea che vi sia una crescita indefinita.

Questo mi porta al primo principio, forse quello più difficilmente comprensibile: buy low, sell high (compra basso e vendi altro). In questo grafico possiamo  analizzare la psicologia dell’investitore nel contesto del ciclo economico. La psicologia umana, le emozioni e l’irrazionalità hanno un ruolo fondamentale nel mondo dell’investimento. Da quanto possiamo vedere dal grafico, le nostre emozioni ci mettono a rischio non solo di perdite nella fase euforica, ma anche di perdere l’opportunità di investire in periodi dove vi è più opportunità di guadagno. Mentre nella vita di tutti i giorni non esitiamo a comprare un prodotto ad un prezzo scontato, quando investiamo, un prezzo scontato ci dà l’impressione opposta. La verità è che i migliori ritorni li troveremo nella parte bassa del grafico.

Psicologia dell'investitore

Lezioni imparate dall’Oracolo di Omaha Warren Buffett

Resta nel tuo settore di competenza. Uno dei motivi per il quale non ho avuto successo nei primi anni è perché mi concentravo su aziende che non conoscevo bene. Non conoscevo realmente i rischi che stavo prendendo. Investivo in aziende che non rientravano nel mio settore di competenza. Ho passato la mia carriera tra banche d’investimento e materie prime. E’ da quando mi sono concentrato su quello che capisco bene che ho cominciato a guadagnare e capitalizzare i miei investimenti. Molte volte sono i dettagli che ci fanno perdere capitale. Per fare un esempio, uno dei fattori che condiziona i ritorni delle banche è esogeno: i tassi d’interesse che sono gestiti dalle banche centrali via politiche monetarie e possono notevolmente condizionare i loro ritorni. Se non capisci però bene il settore, è un rischio difficilmente prevedibile. Diceva sempre uno dei miei primi capi: il diavolo è nei dettagli. Investendo in quello che conosciamo a fondo non ci assicurerà il successo, ma ci aiuterà ad evitare errori.

Cosa separa una grande azienda da una mediocre? Per gran parte la sua abilità di mantenere un vantaggio competitivo. Da investitori, il nostro obiettivo è trovare aziende che riescano a investire e reinvestire il nostro capitale nel modo più efficiente possibile. Un’azienda per riuscire a capitalizzare i propri ritorni deve tenere a bada i propri competitori. Basti guardare ad Amazon, grazie alle sue tecnologie ha ormai un vantaggio competitivo talmente forte, che i competitors non hanno nessuna possibilità nel breve e medio termine di raggiungerla.

Investire in azioni è un processo che necessita tempo, disciplina e competenza. Aspettarsi di arrivare alla libertà finanziaria in breve tempo è solo un’idea venduta da ciarlatani. Non esiste una formula magica e il successo non è mai garantito. Detto ciò i principi per diventare un investitore non sono difficili da capire. Trovare un’ottima azienda grazie alle nuove tecnologie è piu’ facile che mai. Quello che ti serve è pazienza ed una conoscenza di contabilità. Dopo di che, individua un settore (se ci lavori dentro ancora meglio) ed impara in modo ludico i suoi meccanismi. Infine, ricorda sempre le parole di Benjamin Graham, il mentore di Buffett “il problema principale per un investitore è che il suo peggior nemico è lui stesso”.

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